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nel centro di Scala il Duomo ed il palazzo vescovile,
con il suo maiolicato, mentre nelle frazioni di Minuta
la chiesa di S. Maria Annunziata fondata
nel IX secolo ed in Pontone, la chiesa di San
Giovanni ed i resti della Basilica di
S.Eustachio.
Le difese di Scala ed Amalfi
Il territorio urbano della città era protetto a settentrione
dal castello di Scala Maggiore, del quale restano una muraglia con finestra
arcuata e torre di stile bizantino, ed a meridione da quello di Scalella.
Analoga scelta fu riservata alla parallela città
di Ravello, la quale fu delimitata a sud dal castello di Sopramonte
ed a nord dapprima dalla Turris Magna (corrispondente allattuale
Belvedere) ed entro il 1135 dalla fortificazione di Fratta sul Monte
Brusara. Tra il 1131 ed il 1135 il castello di Scala Maggiore fu collegato
alla fortificazione di Fratta sul monte Brusara, in territorio Ravellese.
Questo possente apparato difensivo proteggeva gli abitanti delle due
città e costituiva un poderoso baluardo posto a salvaguardia
della capitale del ducato. Fu proprio la conquista da parte di Roberto
il Guiscardo nel 1073 e dei pisani nel 1135 e 1137 delle due città
fortezze di Scala e Ravello che fecero capitolare la città di
Amalfi.
L'origine dei Cavalieri di Malta
Il primo ordine monastico-cavalleresco della Storia, quello, cioè,
dei Cavalieri Ospedalieri di S. Giovanni di Gerusalemme, fu fondato
dallo scalese fra Gerardo Sasso, priore dellospedale amalfitano
di S. Giovanni di Gerusalemme. Il nuovo Ordine, destinato a diventare
braccio armato dei crociati con lavvento successivo di gran
maestri francesi, fu approvato da Goffredo di Buglione nel 1099 e
riconosciuto ufficialmente con bolla del 1113 da papa Pasquale II.
Lorganismo assistenziale e cavalleresco amalfitano rispecchiava
proprio i grandi valori spirituali e filantropici caratteristici della
nobiltà amalfitana, emblematicamente sanciti dalladozione
da parte di Gerardo, quale simbolo per i suoi frati-cavalieri, della
croce ottagona bianca in campo nero, già contrassegno della
repubblica di Amalfi riportato sui suoi tarì doro degli
anni 80 dellXI secolo.
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