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La Grotta dello Smeraldo
A circa 5 km dal centro di Amalfi, in direzione di Positano, lungo
la Strada Statale 163, si incontra l'incantevole baia di Conca dei
Marini, nel cui cuore ha trovato origine la grotta della Smeraldo.
Non deve meravigliare che la grotta sia denominata dello "smeraldo",
in quanto comunicando con il mare aperto attraverso un tunnel subacqueo,
riceve luce solare, grazie alla quale crea un'atmosfera surreale.
La grotta dello Smeraldo è raggiungibile oltre che attraverso
la SS 163, anche per via mare, mediante imbarcazioni che fanno la
spola dal porticciolo di Amalfi.
Nelle
sue acque è possibile altresì ammirare un presepe subacqueo,
in ceramica, posto sul fondo della grotta a circa 4 metri. La scoperta
della grotta risale ad oltre mezzo secolo fa ad opera di un pescatore
locale che attraverso una minuta apertura riuscì, per primo,
ad ammirare questo spettacolo della natura. Oggi, la grotta può
essere visitata grazie alla presenza di alcune zattere, condotte da
marinai, che guidano il turista in questa breve, ma affascinante avventura.
Conca dei Marini è immersa in un rigoglioso giardino, tra olivi,
limoni e carrube, decine di case bianche si arrampicano lungo il costone,
ove rinveniamo la chiesa di Sant'Antonio, con il campanile in maioliche,
mentre in basso, verso l'attuale strada statale 163, l'altra chiesa,
quella di San Pancrazio, sembra vegliare il percorso del sole, dall'alba
al tramonto.
La tradizione locale vuole che nel corso del XVIII secolo, nel Convento
di Santa Rosa, posto nella parte più alta di Conca dei Marini,
fu inventata il notissimo dolce napoletano "la sfogliatella",
sorta dalle pazienti mani delle pie suore del convento. Secondo la
ricetta originaria la pasta sfoglia veniva riempita con un morbidissimo
ripieno di ricotta e canditi, guarnita di marmellata d'amarene.
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