| Nel IX secolo la chiesa paleocristiana
fu completamente trasformata in un edificio romanico su più navate.
Tuttora nellambito del complesso si conservano transenne, balaustre
e portali di marmo scolpiti con elementi artistici bizantini (intrecci
marinareschi di funi) e longobardi (motivi floreali a spirale e figure
animalesche antropomorfiche) e risalenti all VIII IX secolo.
Questantica cattedrale fu dedicata, forse sin dal principio, alla
Vergine Assunta, patrona della città; ebbe anche come sottotutelari
i Ss. Cosma e Damiano e Andrea Apostolo. La cattedrale di S. Maria (così
è menzionata in una cronaca del IX secolo) ospitò per
breve tempo le spoglie di S. Trofimena, la più antica protettrice
di tutti gli Amalfitani, nonché patrona della città di
Minori. Nell anno 987 avvenne un fatto straordinario per la storia
della Chiesa amalfitana e della sua cattedrale: il duca di Amalfi Mansone
I ottenne dal pontefice Giovanni XV lelevazione a sede arcivescovile
e metropolitana della diocesi amalfitana. In virtù di questo
notevole riconoscimento, Mansone edificò una nuova cattedrale,
fondata su tre navate, accanto a quella vecchia dell Assunta.
Dato che S. Andrea Apostolo era già da tempo diventato il protettore
dell intera diocesi, il nuovo tempio fu dedicato proprio a lui.
Venne così a costituirsi un complesso architettonico formato
da due basiliche accostate e comunicanti, quindi una duplice cattedrale,
che rendeva l edificio sacro amalfitano più simile ad una
moschea araba che ad una chiesa cristiana. Infatti alcune coppie di
colonne classiche scanalate e lisce sono venute fuori nel corso di saggi
effettuati lungo la parete divisoria tra le due cattedrali.
Lavori di ampliamento dell intero complesso furono effettuati
nei primi anni del XIII secolo per iniziativa dell arcivescovo
Matteo di Capua e del cardinale amalfitano Pietro Capuano, mediante
la realizzazione della Cripta e dell'Atrio della Cattedrale.Questi interventi
interessarono la realizzazione del transetto della cattedrale di S.
Andrea (in alto si notano gli archi acuti intrecciati di stile moresco),
della sottostante cripta della confessione, dell atrio, nonché
delle bifore e monofore archiacute e della cupoletta radiale (identica
a quelle dei bagni arabi presenti nel territorio amalfitano in età
sveva) collocata sulla scala che immette dalla primitiva cattedrale
nella cripta. Elementi architettonici caratteristici di questi interventi
sono soprattutto le volte a crociera, gli archi acuti, le colonnine
con i capitelli a stampella. A seguito della costruzione
della cattedrale mansonea, la vecchia basilica dellAssunta cominciò
a perdere gradualmente importanza: infatti, già nel 1176 essa
era diventata una semplice navata (Nave dei Ss. Cosma e Damiano); poi
sin dal 1180 davanti al suo ingresso si cominciò ad elevare il
campanile. Reperti rilevanti, databili tra il XII ed il XIII secolo,
sono i vari frammenti di mosaico che un tempo facevano parte degli amboni
delle due basiliche. Un altro grande personaggio ecclesiastico amalfitano,
l arcivescovo Filippo Augustariccio, fece completare il campanile
nel 1276, facendovi aggiungere la cella campanaria, la quale mostra
archi intrecciati composti da maioliche bicromi. I due piani sottostanti,
che presentano bifore e trifore, furono realizzati verso il 1190. Lo
stesso arcivescovo, tra il 1266 ed il 1268, aveva fatto edificare il
Chiostro Paradiso.
Durante il XIV secolo la nuova cattedrale fu abbellita di due pinnacoli
gotici e di un mosaico sulla facciata, raffigurante S. Andrea Apostolo.
Nei primi anni del secolo successivo esisteva poi una grande cupola
centrale.
Una grande trasformazione dell intero complesso avvenne in Età
Moderna. Innanzitutto la vecchia cattedrale assunse una veste contro-riformistica;
la realizzazione in quel tempo (XVI secolo) di un crocifisso ligneo
(ora nel transetto della nuova basilica) fece attribuire allantica
cattedrale lappellativo di navata del crocifisso.
A partire dal 1931 e per 60 anni lavori di restauro hanno eliminato
la veste contro-riformistica, riportando alla luce la struttura medievale.
La grande trasformazione barocca e rococò della nuova cattedrale
avvenne nel primo ventennio del XVIII secolo per volontà dell
arcivescovo Michele Bologna. Così le antiche colonne furono chiuse
nei pilastri di marmo, i matronei da cui si affacciavano donne e bambini
chiusi nella bianca muratura con fregi e decorazioni. Fu realizzato
un soffitto in oro zecchino nella navata centrale e nel transetto, racchiudente
tele di Andrea d Aste e di Giuseppe Castellano, rievocanti la
Passione di S. Andrea. Furono completamente distrutte le cappelle medievali
e rinascimentali distribuite un tempo tra le navate di S. Giovanni,
S. Matteo, S. Caterina, la cui collocazione e i cui elementi artistici
sono ricostruibili in base ai documenti darchivio. Al XVIII secolo
appartengono pure la facciata barocca visibile nelle stampe antiche
e le varie tele esposte in cattedrale e nella sagrestia. Inoltre nel
1728 fu costruita l attuale scalea di accesso al duomo, la quale
andava a sostituirne un altra esistente già nel 1452; l
accesso medievale originario avveniva invece dal lato settentrionale,
dove ancora oggi si nota un arco trilobato di stile arabo. Verso la
metà del secolo scorso la facciata barocca della cattedrale subì
gravi danni, per cui si decise di rifarla. Siccome i lavori portarono
alla luce l antica facciata romanica con archetti, colonnine e
mosaici (un frammento di mosaico del XII secolo è conservato
nel Chiostro), fu stabilito di realizzare una facciata simile a quella
originaria. I lavori terminarono nel 1891 e restituirono una facciata
di tipo medievale abbellita dai mosaici d impronta bizantina riprodotti
dalla ditta Salviati di Venezia da tele di Domenico Morelli; tali mosaici
rappresentano il Cristo dell Apocalisse affiancato dai simboli
dei Quattro Evangelisti e i Dodici Apostoli.
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